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Seconda annualità / Evento conclusivo al Teatro Verdi

Il 15 luglio 2015 presso il Museo delle Pianelle del Comune di Martina Franca alla presenza dell’Assessore alle politiche giovanili e alla cultura Prof. Scialpi è stato presentato alle scuole superiori il programma per la seconda annualità del progetto.

Nell’anno scolastico 2015-2016, dopo il ciclo di incontri nelle scuole sui temi della memoria e del futuro, del gioco e dell’amore, e il laboratorio video ACROSS THE UNIVERSE MESSAGGI DAL PRESENTE, i video realizzati dagli studenti sono stati presentati al Cinema Teatro Verdi il 20 maggio 2016.

La giornata ha visto la partecipazione degli insegnanti e degli alunni delle scuole aderenti al progetto, l’assessore ai Servizi Sociali del Comune di Martina Franca il Dott. Pasculli, il responsabile del CSM di Martina Franca Crispiano Dott. Bozzani, l’equipe del Centro Diurno gestito dalla Coop Progetto Popolare, il Prof Di Vittorio e il videomaker Luca Acito

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In sequenza i video realizzati dagli studenti:

 

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Across the Univers: i video realizzati dagli studenti

In occasione dell’evento conclusivo della prima edizione del progetto “Corrono, volano, strisciano. Indagine conoscitiva sui giovani di Martina Franca”, tenutosi il 7 maggio presso il Teatro Verdi, a Martina Franca, sono stati proiettati i video realizzati dai ragazzi delle scuole che hanno partecipato al progetto. Buona visione!

Evoluzione dell’uomo? 

Enjoy Them! 

The Beginning and the End

Superheroes

Birdman: la difficoltà di essere “grandi”

Birdman-Poster
Dalla grande scena teatrale, al grande schermo cinematografico, per arrivare ai piccoli schermi televisivi e alla miniaturizzazione e polverizzazione degli schermi all’epoca di internet, questo lungo processo di banalizzazione dei modelli spettacolari è sincronizzata dall’azione del film : un attore divenuto molto popolare grazie al personaggio del supereroe da lui interpretato al cinema (Birdman), ma insoddisfatto di questa celebrità senza prestigio, vuol farsi riconoscere come un grande uomo di teatro, adattando a Broadway il racconto “Di cosa parliamo quando parliamo d’amore” scritto da Raymond Carver nel 1981. Nel tentativo di risalire la corrente della storia, per riconquistare il posto regale del genio teatrale, il novello Icaro si ritrova assediato da un mondo che idolatra la realtà più prosaica, spettacolarizzata in modo industriale attraverso youtube e i social network, et che gli chiede solo di rimanere quello che è: un eroe ordinario, un super-normale. E precipita nella follia…

(Vi ricordate di Norma Desmond, la protagonista di Sunset Boulevard)

La capsula del tempo di Boston (in attesa di quelle di Martina…)

Pam Hatchfield, esperta conservatrice del Museum of Fine Arts di Boston, rimuove uno dei fogli di giornale conservati nella capsula.
Pam Hatchfield, esperta conservatrice del Museum of Fine Arts di Boston, rimuove uno dei fogli di giornale conservati nella capsula.

La scatola ricca di testimonianze storiche della Rivoluzione americana ha svelato il suo contenuto dopo 220 anni. Ecco che cosa celava, perché è così importante e che cosa ne sarà in futuro.

La capsula del tempo di Boston, uno scrigno pieno di cimeli storici risalenti a 220 anni fa, è stata riaperta ieri dai curatori del Museum of Fine Arts della città, davanti a una folla impaziente di giornalisti.

La scatola, sepolta nel 1795 da alcuni dei padri fondatori degli Stati Uniti, sotto a una delle prime pietre di costruzione della Boston State House (uno storico edificio cittadino), era stata dissepolta a metà dicembre, durante i lavori per risolvere una perdita d’acqua nel monumento (continua a leggere l’articolo).

A breve, nell’ambito del progetto “Corrono volano strisciano”, i ragazzi delle scuole di Martina Franca realizzeranno le loro capsule del tempo, partecipando al laboratorio video Across the universe – messaggi dal presente.

Paesaggi del possibile

L’ultimo incontro nelle scuole di Martina Franca è stato dedicato al tema del futuro. La discussione è stata stimolata dalla visione del film Another EarthNei primi mesi del 2015, “Corrono volano strisciano” proseguirà con il laboratorio video Across the universe – messaggi dal presente cui parteciperanno alcuni rappresentanti delle classi che hanno preso parte al progetto.

Tema: “A partire dagli anni settanta, che segnano l’inizio della crisi, almeno due o tre generazioni hanno vissuto una frattura storica, ovvero quello che abbiamo definito mutamento di segno del futuro, il passaggio dal futuro-promessa al futuro-minaccia” (M. Benasayag, G. Schmit, L’epoca delle passioni tristi, 2003). La crisi sociale, risalente alla fine degli anni settanta, è diventata incandescente con la crisi economica globale scoppiata nel 2008, detta Grande Recessione per analogia con la Grande Depressione del secolo scorso. È indiscutibile che il futuro si presenti oggi come un orizzonte ostruito, bloccato, e dove si addensano nubi apocalittiche. Se c’è un domani, non si ha molta voglia di andarci, giacché quello che si annuncia potrebbe essere peggio di quello che il presente offre. Si può allora rimpiangere il futuro di una volta: la grande apertura messianica che sembrava risucchiare l’umanità verso l’avvento di un mondo migliore. Ma che senso può avere il sol dell’avvenire per chi è ormai abituato a vivere in un paesaggio di catastrofi? Inoltre, le “magnifiche sorti e progressive” di cui parlava Leopardi con profetica ironia, sono state tragicamente smentite dalla storia del XX secolo: i sogni del progresso e di una società perfetta hanno partorito i peggiori incubi. In fondo, l’assenza di futuro e la sua presenza ossessiva, che finisce per asservire l’oggi alla realizzazione di un progetto che ha l’aspetto ineluttabile di una “necessità storica”, potrebbero essere due facce della stessa medaglia. Si può sfuggire all’alternativa tra il futuro-minaccia e il futuro-promessa? Il film Another Earth (2011) racconta la storia di una ragazza che ha appena saputo di essere stata accettata al MIT e che, di ritorno da una festa, viene a sapere dalla radio della scoperta di un nuovo pianeta. È felice, il futuro si apre dinanzi a lei come una magnifica promessa, incarnata da quel nuovo pianeta visibile a occhio nudo come un puntino blu vicino alla stella Polare. Tuttavia, per osservarlo mentre guida la sua auto, si distrae e provoca un terribile incidente che costerà la vita a quasi tutti i membri di una famiglia. Scontata la sua pena in carcere, non si sentirà libera dai sensi di colpa. Il sol dell’avvenire, per lei, si è spento. Il futuro è una terra desolata in cui avanzare senza meta, alla ricerca di un’espiazione, per il resto dei propri giorni. Fino a quando si scopre che il pianeta apparso nel cielo è un sosia perfetto del nostro, e che su di esso vivono i sosia di tutti gli abitanti della Terra, compreso quello della ragazza. L’esistenza di un mondo-sosia fa sì che il presente, sdoppiandosi, non coincida più con se stesso. Tra sé e sé si è scavato un infimo interstizio, ed è qui che si annida la possibilità della differenza, dell’alterità. “Esiste per me un altro presente?”, si chiede in fondo la ragazza. In altri termini, il presente si apre a un possibile, a un divenire altro da sé, ed è questo lo spazio del futuro o ciò che ne resta. Tra il futuro-promessa e l’assenza di futuro, la linea di fuga di un futuro come presenza del possibile.